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Margherita Santoiemma è una collega e amica di Grazia.

“Per ricordare Grazia”
Dal periodo scolastico ricordo, per lo più, le riunioni nella sala rossa in cui intervenivi con osservazioni pertinenti, spesso sottolineate dalla tua sottile ironia. Come quando alzandoti dalla panca, sorridendo, dicevi: – Tanto non c’è differenza! –
Tanti i ricordi, le emozioni, le risate, i momenti tristi legati al nostro vissuto per alcuni anni intenso, poi meno ma mai interrotto.
Quando ci siamo “incontrate” le nostre bambine giocavano insieme e qualche volta hai accolto la mia mentre scappavo alle riunioni!
Sapevi riconoscere il vero bisogno!
E come dimenticare le allegre serate attorno al tavolo della tua accogliente cucina con le scacce fumanti farcite con i “segmenti” appena arrivati dal paesello? Ti venivano una meraviglia e io non ho mai imparato a farle, così come tu non volevi metterti alla prova con la “mimosa” che tanto di piaceva!
– Le cose deve farle chi le sa fare – dicevi!


Eri sempre accogliente, anche quando ti facevo un busso a sorpresa, sempre accompagnato da una coccolina, che fosse un biscottino o un caffè. E la nostra breve ma intensa vacanza a Marina? Indimenticabile…
Una volta volevo sferruzzare una copertina per la mia nipotina ma ti sei offerta tu e ne hai realizzata una magnifica, insieme ad altri piccoli capolavori, ricamati a mano, che ci ricordano continuamente le tue abili doti da “ape operosa”. Insieme alla preziosa scatoletta che conteneva l’ultimo dono, conservo il biglietto “ALLA REGINA DELLA PASTICCERIA CON AFFETTO DA “UN’APE OPEROSA”.
Sì eri proprio così, instancabile, sempre impegnata a fare qualcosa: in cucina, in giardino o seduta sulla “regista” con i ferri tra le mani.
E non posso dimenticare i consigli di medicina spicciola che mi dispensavi per alleviare i dolori e…l’ultima puntura!
Eri un po’ medico per gli altri ma non hai voluto esserlo per te!
Non ci siamo salutate (in quel periodo ero molto presa) e ho fatto fatica ad accettare…
Preferisco così: mi piace immaginarti nel tuo amato paesello, sempre indaffarata, che sorridi un po’ sorniona e un po’ seria, finalmente libera dalle pene nella vita!

CIAO GRAZIA
Margherita…(o MAGGIE, come mi chiamavi tu!)”

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